L’arte fuori casa

C’è un aereo rosso affisso su un muro di Torremaggiore. È fermo nel cielo, con una scaletta calata giù che aspetta un passeggero.
È una delle opere di FuoriMuseo 2026, il progetto che dal 1° luglio ha trasformato Torremaggiore in una galleria a cielo aperto, senza sale né biglietti: solo strade, muri e angoli di città.
L’idea – di Annarita Mastrogiacomo, fotografa e curatrice – è portare l’arte fuori dai suoi spazi consueti e dentro la vita quotidiana. Un muro scrostato diventa una superficie, un’edicola chiusa diventa una cornice, un vicolo diventa una tappa del percorso.
Undici artisti arrivati da San Severo, Foggia, Lecce, Bologna, Roma, Milano e Cerignola, tra pittura, fotografia, illustrazione e installazioni realizzate con materiali di scarto. Tra loro c’è anche Salvatore Luca Tota, l’autore di Andiamo! (il quadro).

Il percorso tocca otto punti diversi della città, ognuno con un tema proprio: ad esempio il territorio come corpo vivo a Largo Fosse, il sogno come resistenza in Galleria Santa Maria della Strada, il racconto collettivo in via Lucera, dove due studentesse dell’IISS Fiani-Leccisotti hanno messo le loro fotografie accanto a quelle degli artisti.
Il percorso completo, con tutte le opere e i punti esatti in cui trovarle, è consultabile sulla mappa interattiva del progetto.
Il percorso è ovviamente libero e gratuito, ogni giorno. Per chi vuole una guida, o semplicemente qualcuno che racconti ogni opera mentre la si guarda, si può scrivere a info@fuorimuseo.art e organizzare una visita.
L’intervista ad Annarita Mastrogiacomo, l’ideatrice
Com’è nato il progetto?
L’idea nasce nell’autunno 2019, anche se ha una gestazione molto più lunga, legata a una mancanza che sentivo dopo essere tornata da Milano. Non era la città che mi mancava, ma la possibilità di fare certe cose da sola, come andare a vedere una mostra a qualsiasi ora.
Come funziona?
È un esperimento. Mettiamo manifesti di opere in punti abbandonati della città, facciamo in modo che anche questi posti possano essere visti, ma sotto una luce diversa. Un luogo abbandonato diventa risorsa, cornice, supporto per sostenere l’arte.
E poi?
Poi vediamo come reagisce la comunità. Mi interessa anche l’azione sull’azione; è fonte di studio anche quella.
Lo scopo resta offrire nuovi punti di vista alla comunità, stimolare il pensiero critico e creare nuove connessioni. Per farlo abbiamo realizzato dei laboratori con la scuola, di cui sono molto fiera.
È stata fondamentale la collaborazione dell’Ufficio Cultura del Comune di Torremaggiore e dell’ISS Fiani-Leccisotti, sempre di Torremaggiore.
E quando i manifesti diventano illeggibili?
Abbiamo previsto di sostituire le opere singole che si deteriorano rapidamente e che compromettono la lettura dell’insieme. Ma resta un’esposizione momentanea per sua natura. Le opere interagiscono con gli agenti atmosferici, sono di passaggio
Tutto il resto è molto semplice e diretto: manifesti attaccati sui muri, con i riferimenti dell’artista e un QR code che rimanda alla nostra pagina. Non servono né elettricità né strutture complesse.
Che tipo di artisti avete cercato?
L’idea era creare un tema universale che potesse essere interpretato da sensibilità artistiche diverse, senza nessuna discriminante. Abbiamo riunito fotografi, illustratori, grafici, pittori, scultori, insomma tutte le forme d’arte visiva, anche quelle che apparentemente non possono essere tradotte in un manifesto. La diversità è una ricchezza, esattamente come la diversità del nostro territorio. La scelta è ricaduta su opere che, anche se nate in narrazioni diverse, si sono potute mettere in relazione per creare un racconto nuovo, vicino al territorio e alla call.
Chi ti ha aiutata a realizzare il progetto?
L’assessorato alla Cultura del Comune di Torremaggiore ha finanziato il progetto. In particolare l’assessore Ilenia Coppola in primis ha creduto in me e nella mia idea e a lei va un grandissimo ringraziamento.
Un altro ringraziamento particolare va al Prof. Antonio Stoico e ad Alfredo Gisolfi, presidente dell’associazione I Polli di Pirro, insieme ad Agnese e Naomi, le ragazze del liceo che mi hanno aiutata nella fase di affissione, ma soprattutto hanno messo il loro impegno e la loro sensibilità nel mostrare le proprie opere e ci hanno aiutato a credere che quello che facciamo è una buona strada da percorrere insieme.
Prossima edizione a San Severo?
Perché no, magari in collaborazione con Andiamo! 😉

Fotografa e curatrice. Laureata nel 2006 in Conservazione dei Beni Culturali con indirizzo storico-artistico presso l’Università di Bologna. Ha conseguito un master in ICT per i Beni Culturali presso Palazzo Spinelli a Firenze, e uno in fotogiornalismo a Milano. Si occupa di didattica dell’arte e della fotografia e di curatela con particolare attenzione alla funzione sociale dell’arte e allo studio del suo impatto sulle comunità e sui territori.
Per Andiamo! ha realizzato il servizio fotografico ‘Sti Mau Mau.