
Tempo fa il nostro Leonardo Tancredi ha descritto lo stato di abbandono del centro storico – palazzi chiusi da decenni, tetti sfondati, proprietari senza i mezzi o senza convenienza economica per rimetterli a posto – e fornito qualche spunto su una sua possibile riqualificazione.
Oggi arriva una possibilità concreta: un bando regionale da quasi 40 milioni di euro. Il Comune di San Severo, all’ultimo minuto, decide di provarci.
Il bando in breve
Si chiama Puglia Accogliente, lo finanzia la Regione Puglia con fondi europei, 39,6 milioni di euro in tutto, e serve a ristrutturare immobili, pubblici o privati dati in uso al Comune, per farne alloggi dignitosi per migranti regolari, soprattutto per chi oggi vive in insediamenti informali (traduzione: da incubo). Ogni progetto può ottenere fino a 3 milioni di euro, a fondo perduto, in base al numero di posti letto.
Chi fa domanda, e cosa ci guadagna il privato
Chi presenta domanda alla Regione è il Comune, non il privato. Ma il privato può entrare in gioco se mette a disposizione un immobile. In quel caso il Comune lo inserisce nel progetto; i lavori li paga la Regione; dopo dieci anni la proprietà torna al privato, ristrutturata da cima a fondo.
Cosa deve fare chi possiede un immobile
Prima tappa, quella urgente: presentare una manifestazione di interesse al Comune di San Severo entro le 14:00 del 30 luglio 2026 (probabilmente non ci saranno proroghe, perché la scadenza del bando, pubblicato ad aprile, è già stata estesa fino a settembre).
Non è ancora la domanda vera e propria, ma solo il modo per il Comune di censire gli immobili disponibili prima di preparare il progetto da mandare in Regione.
Ecco cosa serve:
- Il modello di domanda compilato
- Un documento d’identità
- Il titolo di proprietà
- Planimetria e visura catastale
- Foto dell’immobile, dentro e fuori
- Una breve relazione tecnica sullo stato dell’edificio
Modalità di invio:
- Via PEC all’indirizzo istituzionale: protocollo@pec.comune.san-severo.fg.it (specificando nell’oggetto: “Partecipazione indagine esplorativa bando Puglia Accogliente – Area V Urbanistica”).
- Consegna a mano in formato cartaceo presso l’Ufficio Protocollo del Comune di San Severo.
Quali immobili hanno più chance
Vale per edifici residenziali, strutture ricettive chiuse, masserie, fabbricati abbandonati o sottoutilizzati. Hanno priorità gli immobili fermi da tempo, quelli con cortile, quelli di interesse storico, e quelli con classe energetica bassa.
Perché il Comune si muove proprio ora
A firmare l’avviso, il 15 luglio, è il Commissario Prefettizio Francesco Cappetta, insieme al dirigente dell’Area Urbanistica Fabio Mucilli. Ricordiamo che San Severo, in questo momento, è amministrata da un commissario: il Consiglio Comunale non c’è, e la macchina comunale va avanti con la gestione straordinaria.
La scadenza per mandare il progetto alla Regione era fissata al 25 luglio. È stata prorogata al 18 settembre.
L’appello di Lydia Colangelo
Qui si inserisce l’appello pubblicato qualche giorno fa dall’ex sindaca Lidya Colangelo, dove racconta che negli ultimi mesi della sua amministrazione il lavoro sul bando era già partito: insieme al dirigente Mucilli, aveva messo a punto l’ipotesi di candidare l’immobile dell’Arena, oltre a valutare beni confiscati alla criminalità e un’indagine su immobili del centro storico. Dice anche di aver chiesto, in Prefettura, la proroga della scadenza, quella che poi è effettivamente arrivata (da luglio a settembre). Nessuno di questi passaggi ci risulta essere stato reso pubblico prima delle dimissioni, ma potremmo sbagliarci.
Il lavoro preparatorio, se davvero è stato fatto, non ha lasciato tracce visibili ai cittadini finché l’amministrazione era in carica. È la gestione commissariale a portare la cosa alla luce con un avviso pubblico formale e una scadenza chiara. Al netto di chi ha iniziato cosa e quando, il punto per San Severo è uno solo: la finestra è aperta fino al 30 luglio per farsi avanti, e fino al 18 settembre per il Comune per mandare il progetto in Regione.
Cosa nascerebbe se il progetto andasse in porto
Un centro multifunzionale, accoglienza temporanea per lavoratori agricoli stagionali e famiglie di migranti regolari, sportelli di orientamento, spazi per corsi di lingua e formazione, sedi per associazioni del Terzo Settore, insomma un pezzo di città che oggi non c’è.
Un argine al declino, non solo un alloggio
C’è anche un risvolto che riguarda tutti, non solo chi verrebbe ospitato. San Severo perde abitanti da anni, e ha nel centro storico diversi palazzi chiusi o abbandonati che nessun privato, da solo, ha i mezzi per rimettere a posto. Il bando è un’occasione per riaprire qualcuno di quegli edifici, a costo zero per chi li possiede.
I destinatari
Lavoratori regolari, con un contratto e un impiego nei campi della zona, non di prima accoglienza né di insediamenti spontanei: un requisito che aiuterebbe a togliere terreno al caporalato piuttosto che ad alimentare altri problemi.
E adesso?
Chi ha un immobile fermo, ora sa cosa fare: scaricare il modulo e presentare la domanda.