
L’intervista
Quando scrivevi le lettere a Bibula, hai mai pensato che un giorno sarebbero diventate un libro?
No, non sapevo bene cosa ne avrei fatto, di queste lettere, ma le facevo leggere ai miei amici e i commenti erano invoglianti, sorprendenti, per quello che per me alla fine era solo un gioco.
Il libro è alla terza edizione. Chi lo sta comprando, secondo te?
Lo stanno comprando, penso, amici, conoscenti, curiosi e altri che ne hanno sentito parlare grazie al passaparola, spero.
C’è stato un lettore o una recensione in particolare che ti ha sorpreso?
Una lettrice che non conosco, e che si firma Manny, ha scritto una recensione su Amazon definendolo “Tagliente, poetico, dalla comicità a tratti spiazzante. Assolutamente da leggere”. Sono rimasto colpito. Non credo di essere Henry Miller, ma una lettrice che non mi conosce, libera da qualsiasi filtro di cortesia, ti scrive una cosa del genere, beh, ti viene da chiederti: ma non è che ha sbagliato libro?

Scrivi ancora lettere? A chi?
Sempre, e se non le scrivo, le penso. Di queste, alcune le butto giù più tardi. Le altre, invece, come tante cose, non le ricordo più.
Dipingi, suoni, scrivi. A cosa ti serve la scrittura che la pittura e la musica non ti danno?
La scrittura è la mia vera passione. Le altre sono vitali ma vengono dopo. Una volta, alle scuole elementari, al De Amicis, ho scritto in bagno: “In un mare di infinite passioni c’è un uomo”. Una poesia scritta sul muro. Il giorno dopo, qualcuno ha aggiunto su quello stesso muro, appena sotto la mia “poesia”: “E quello sei tu, povero stronzo.”
Da quel giorno cerco l’autore del secondo scritto, il vero genio, a mio parere.
Quali sono i tuoi scrittori preferiti?
Andrea De Carlo, Stefano Benni, Charles Bukowski, Pirandello, E.T. Roberts, Schopenhauer, Italo Calvino, Italo Svevo, Edgar Allan Poe, Ionesco, Niccolò Ammaniti, Hermann Hesse, Ernest Hemingway e tanti altri.

Un romanzo, prima o poi?
Ovvio. Scrivere un romanzo è proprio il classico sogno nel cassetto, diciamolo.
Cosa pensi davvero di San Severo?
Di San Severo posso solo dire: governare i sanseveresi non è difficile né impossibile, ma è inutile.
Il nostro progetto si chiama come un tuo quadro: Andiamo! Un aeroplanino fermo nel cielo, con la scaletta calata. Chi stava aspettando quel pilota, quando l’hai dipinto?
Quello nell’aeroplanino potrebbe essere uno di noi, o chiunque ti dica “vieni via a guardare da un’altra prospettiva il mondo, il nostro paese, oppure più semplicemente a chiedertelo potrebbe essere la tua fantasia.
Tra poco uscirà un disco con cinque inediti di Matteo Marolla (prodotto dalla compagna Marianna Milone). Com’era il vostro rapporto? C’è un ricordo, un episodio, una sua frase che ti porti dietro?
Io e Matteo eravamo amici, molto amici, ne abbiamo fatte tante insieme. Lui era la balena e noi i pesciolini dietro. Anche se a volte si litigava, quasi sempre a causa mia. Però il giorno dopo passava tutto. Si rideva spesso e si suonava sempre, la sera, per farci passare tutto con poco o niente. Matteo manca. Mancano tanto la sua cultura, il suo stile, la sua ironia, la sua musica. Manca.
Se Matteo potesse leggere le tue Lettere a Bibula, cosa pensi che ti direbbe?
Lettere a Bibula gli sarebbe piaciuto, ne sono sicuro. Avrebbe detto: efrègn Salvato’, so fort ‘sti lettr.
Salvatore sarà allo Spazio Off, in Piazza San Francesco a San Severo, sabato 10 Ottobre. Durante la serata sarà disponibile una tiratura limitata di copie di Lettere a Bibula.
