Una generazione oltre il muro

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La Berlino degli anni ’90 al Biblion

Gli scatti di Steffen Heckel raccontano Berlino negli anni Novanta, tra le vestigia del regime socialista e la nascente scena underground. Sabato 6 dicembre al Biblion al Caffè a San Severo.

Interi palazzi occupati, club nati nei sotterranei della metro, punk, techno e hip hop. Le immagini di Berlino degli anni Novanta arrivano a San Severo con una mostra fotografica di Steffen Heckel. A ospitarla è il Biblion al Caffè, sempre più punto di riferimento per gli eventi culturali in Capitanata.  

All’indomani della caduta del Muro di Berlino, una generazione di giovani tedeschi, e non solo, provenienti da entrambi i lati della Cortina si trovarono a disporre di un’enorme quantità di spazio urbano. La possibilità, repressa per decenni, di ricongiungersi a familiari e amici all’ovest, ma anche il desiderio di conoscere il mondo oltre il Muro, indussero migliaia di abitanti di Berlino Est a lasciare le loro case. Interi palazzi si svuotarono e agli edifici residenziali si unirono quelli pubblici, dalle imponenti sedi delle Stasi alle carceri per i dissidenti politici. Questo vuoto venne colmato dall’attivismo di una generazione capace di creare arte, cultura, socialità, un modo nuovo di abitare e di vivere.

Steffen Heckel, fotografo berlinese, nato a Jena nel 1962, è stato testimone e protagonista di quella stagione durata almeno per tutti gli anni Novanta. In Bilder für die Enkelkinder/Fotoricordo Berlin 1992-2002 Heckel ritrae Berlino nell’atto della mutazione. Dietro la sua lente ci sono la città che cambia volto e gli artefici di questo cambiamento. Un susseguirsi di vedute metropolitane, interni domestici, spazi sotterranei, situazioni quotidiane e soprattutto ritratti di giovani donne e uomini nei quali la città si specchia.

In questo libro Berlino si mostra come luogo delle possibilità, in cui la libertà è una materia prima da plasmare, ma allo stesso tempo le immagini lasciano intravedere gli esiti involontari che connotano la città recuperata di oggi.

Centinaia di migliaia di persone di tutto il mondo, giovani molto spesso, a partire dalla fine degli anni Novanta, sono arrivate a Berlino per portarsi a casa prima un pezzo di Muro poi qualche ora di “dolce vita” e loro malgrado hanno contribuito a trasformare la città in una Tijuana europea fatta di trolley e voli low cost. La ricchezza portata dal mescolamento di differenti provenienze geografiche ha dato frutti visibili soprattutto nella cultura e nell’arte rendendo Berlino un posto interessante in cui vivere, ma sul lungo periodo questa capacità attrattiva è diventata un boomerang che ha alzato il costo della vita, degli affitti soprattutto, a livelli mai conosciuti prima.

Gli scatti di Heckel offrono una lettura possibile della realtà di oggi a partire dai volti della generazione che ha animato la città in quegli anni di trasformazione. Una visione che allarga e restringe l’obiettivo dalla metropoli all’intimità del quotidiano.

L’appuntamento è per il 6 dicembre al Biblion al Caffè in via San Severino 15.

Steffen Heckel è nato a Jena, nella ex Repubblica Democratica Tedesca, nel 1962. Dalla fine degli anni Ottanta vive a Berlino. All’indomani della caduta del Muro si è procurato una macchina fotografica con cui ha cominciato a raccontare la scena underground berlinese e a realizzare reportage di viaggio. In 35 anni di attività ha arricchito il suo archivio con incredibili  immagini che spaziano dai villaggi rom in Romania alle caverne di eremiti sull’Himalaya, passando anche per la Festa del Soccorso di San Severo. 


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