Bisogna crederci

Intervista a Silvia La Piccirella

di Antonella Gagliardi

Silvia La Piccirella è originaria di San Paolo di Civitate ma da tempo frequenta San Severo. A fine 2024 ha aperto Biblion al Caffè in via San Severino 15, una libreria-caffè che vuole essere molto più di un semplice negozio di libri.

Silvia, perché una libreria?

Non è solo una libreria, è qualcosa di più. Ho pensato a questo posto come a una “comunità del pensiero”. Grazie a mia madre sono cresciuta con i libri, da piccola adoravo le favole.

Tu non sei di San Severo, ma hai scelto di aprire qui la tua attività. Perché proprio questa città?

Ho sempre amato San Severo: è una città viva, strana, con un passato ricco di storia, un bellissimo centro storico, piena di gente colta e a volte bizzarra. Da quando ho aperto ho scoperto una cosa bellissima: le persone che vengono qui fanno conversazioni interessanti, non solo chiacchiere superficiali.

Che tipo di persone frequenta Biblion al Caffè?

Per esempio, c’è un gruppo di signore che viene qui regolarmente. Leggono libri, li discutono, si scambiano opinioni, si confrontano. L’hanno scoperto per caso e ora dicono: “Ci sentiamo a casa qui”. Dopo aver letto insieme un libro, se fa caldo prendono qualcosa di fresco, d’inverno una tisana, e chiacchierano. Hanno anche presentato qui il loro libro di poesie, scritto dopo un percorso con Simona Regina, insieme a una mostra di quadri di una di loro.

Mi viene in mente che una libreria può anche essere intesa come “mezzo”. 
Questo spazio è come un mezzo per mettere insieme le persone. Oltre a vendere libri, organizziamo eventi. Avrei voluto che fosse più grande per organizzare più cose.

Come nascono gli eventi che organizzi?

Alcuni eventi mi sono stati proposti da associazioni varie. Gli altri, la maggior parte, nascono sulla base delle mie passioni: ad esempio l’altro ieri ho dato il via alla Rassegna Blues con un grande chitarrista argentino, Demian Dominguez, tra i migliori al mondo. Siccome ho sempre seguito la musica e frequentato i posti dove si suona, conosco musicisti e manager. Così sono riuscita ad organizzare una rassegna con sei grandi artisti.

C’è qualcuno che ti aiuta?

Mio fratello, Pasquale. Ha una distilleria, produce Billie Gin Spirits, gin artigianale – non fa distillare ad altri, lo fa direttamente lui. È un perfezionista: passa la notte intera a distillare perché sta lì a controllare la temperatura e la qualità finale del prodotto. Anche lui ama la musica e mi aiuta negli eventi.

Hai studiato per fare la libraia?

No, si può fare un corso se si vuole, per imparare di più. Io l’avrei dovuto fare perché alcune cose le sto imparando facendo qualche piccolo errore. Ma ho aperto questa libreria perché ho sempre frequentato le grandi librerie di Bologna, dove c’era l’idea della libreria unita al bar. Ce ne sono di immense, bellissime: tre piani, al primo piano 3.000 metri quadri con zona ristorazione, poi sopra si può fare aperitivo, pranzare e cenare, tutto tra i libri.

Quali competenze deve avere un libraio?

Deve conoscere almeno un po’ il mondo dell’editoria. Avere un fornitore preciso, un grossista affidabile che proponga sempre novità. Mi sono documentata sui vari grossisti, le loro condizioni, i titoli più interessanti. Ho cercato anche delle chicche, come le Edizioni Ippocampo, che sono libri-gioielli.

Quanto tempo è passato dall’idea all’apertura?

È un’idea che avevo da tempo, legata sempre più a San Severo. Due anni e mezzo fa ho iniziato a cercare seriamente un locale adatto. Ho lavorato con l’architetto Antonio Cocca perché questo spazio aveva bisogno di importanti lavori. L’ho rifatto completamente: impianto elettrico, ho abbattuto un muro centrale, tolto le vetrine anti-sfondamento che c’erano all’ingresso. Prima era un negozio di pellicce.

Che tipo di libri vendi?

Tendo a focalizzarmi su narrativa, saggistica, thriller, libri illustrati, non solo per bambini. Ci sono anche libri di cucina, sui cocktail, libri di viaggio, e persino una sezione di libri di seconda mano.

Qual è il tuo rapporto personale con i libri?

Mia madre mi ha trasmesso l’amore per i libri. Mi faceva addormentare leggendo e diceva sempre che i libri si devono tenere come fossero preziosi. Infatti io non li presto quasi mai, non me li faccio prestare e non ho l’e-book, perché quando finisco di leggere un libro voglio averlo fisicamente.

Che tipo di clientela hai?

Lettori appassionati, ovviamente, ma anche persone anziane, ragazzi di 15-16 anni, universitari. Molte persone che lavorano da casa e vogliono un posto dove lavorare prendendo anche un caffè. Di solito nei locali chi consuma poco e sta tanto non è ben visto, ma da me il problema non si pone (quasi 🙂 Se qualcuno vuole lavorare qui, chiede la password del Wi-Fi e sceglie il posto che vuole.

Sei soddisfatta del pubblico che frequenta la libreria?

Molto soddisfatta, si sono creati bellissimi rapporti. Da quando farà più freddo, dai primi di ottobre, chiuderò il martedì e aprirò la domenica pomeriggio per l’aperitivo, magari con qualche evento.

A San Severo ci sono altre librerie. C’è spazio per tutti?

Sì, comunque sono relativamente poche rispetto alla popolazione. Ognuna ha la sua nicchia. Io prendo le ultime uscite, ma scelgo anche libri meno mainstream, di case editrici indipendenti che conosco. Come dicevo ho una selezione per generi: cucina, saggistica, narrativa, thriller, poliziesco, libri per bambini e ragazzi.

Che eventi hai in programma?

Il 6 novembre ho Leburn Maddox da Philadelphia, l’11 dicembre Shanna Waterstown dalla Florida – era corista gospel nelle chiese americane e corista di Buddy Guy. A gennaio un artista dalla Svezia, Maxie Freeman, e a febbraio Alex Caporuscio. Il 24 ottobre ospiterò Elena De Curtis, la nipote di Totò, che presenterà un libro di poesie del nonno.

Come comunichi gli eventi?

Comincio a lanciare gli eventi già due settimane prima. Prima ancora di fare le locandine sui social, le mando in privato ai miei contatti. Pubblicizzo un evento per volta per non creare confusione.

Dal punto di vista economico, come va?

Dal punto di vista economico, l’ottimismo è il profumo della vita. Se ti arrendi non puoi andare avanti in nessuna cosa. Come libreria indipendente devi fare ordini importanti – non puoi ordinare un libro oggi e averlo domani. Il margine sul prezzo di copertina è del 30%.

Se dovessi consigliare tre libri, quali sceglieresti?

Dipende dalla persona, ma in generale consiglio sempre libri che ho letto personalmente. È importante che ci sia una connessione tra il libro e chi lo leggerà. Tra gli ultimi, che ho letto e che mi sono piaciuti, “Vivere per raccontarla” di Gabriel Garcia Marquez, la biografia dei Depeche Mode di Serhij Zadan, “Il tribunale delle anime” di Donato Carrisi. 

Perché qualcuno dovrebbe scegliere di venire a vivere a San Severo?

Perché San Severo, qualunque cosa se ne dica, è una bellissima città che può dare tanto. Ha tanta bella gente. Purtroppo quando ci sono dieci persone e una sbaglia, ci si ricorda sempre di quella che sbaglia. Se nessuno scommette su San Severo, allora San Severo muore. Io credo che se ognuno di noi, nel proprio piccolo, fa qualcosa, questa città può rinascere.

L’anno scorso ho visto una ragazzina di 12-13 anni che camminava con il padre. Aveva una lattina, l’ha finita e l’ha buttata a terra. Il padre le ha detto qualcosa. La ragazza si è girata, ha raccolto la lattina e l’ha buttata in un cestino. È una piccola cosa, ma mi ha dato speranza perché significa che ci sono ancora genitori con buon senso.

Qual è la tua filosofia?

Bisogna crederci, avere amore. Se tutti dicono “ma San Severo è così, ma San Severo è colà” e nessuno fa niente, allora non ha senso. Il popolo ha il potere di scuotere le acque. Come dicevano i greci, è “demos” e “kratos” – il potere del popolo.

Io offro gratuitamente lo spazio alle associazioni giovanili perché non mi va di far pagare chi ha dei sogni ed è alle prime armi. È un modo di sostenersi a vicenda. “Biblion al Caffè” vuole essere davvero una comunità del pensiero, un luogo dove le persone possano incontrarsi, confrontarsi e contribuire insieme alla rinascita culturale di San Severo.


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Tel. 349 8471367


Silvia La Piccirella, laureata in Giurisprudenza, ha vissuto e lavorato in uno studio legale a Bologna per molti anni prima di tornare in Puglia. 

Antonella Gagliardi, antropologa, professionista della formazione, fa parte sia della redazione di Andiamo! che di Giro Esterno Podcast.


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