Non solo noir

Georg Wachberger a colloquio con Paola e Giovanni.

Giovanni Cera e Paola Marino

A San Severo c’è un locale gestito da due persone decisamente fuori dal comune. Paola e Giovanni ogni anno organizzano e regalano alla città dozzine di eventi, spaziando dall’arte al sociale e all’economia. Frequenza, qualità e diversificazione hanno dell’incredibile, ma è tutto tenuto magnificamente insieme da una cucina molto creativa e dall’olio extravergine di oliva Peranzana. 

Ti guardavo mentre cucinavi. C’è molta bellezza nell’atto di cucinare, soprattutto cucinare per gli altri. 
Paola – Cucinare è una cosa molto seria. Io ho unito l’essere attrice di teatro alla cucina, facendo una cosa che si chiama teatro-cucina, cioè io racconto delle storie mentre cucino.

Il teatro, le storie, la cucina: per me sono cose da unire. La mia cucina è molto territoriale ma allo stesso tempo creativa. Utilizzo prodotti nostri, ma in modo nuovo. Ad esempio, non semplicemente pasta e rucola, ma pasta con crema di rucola e mandorle. Quindi un classicone del Sud, pasta e rucola, ma elaborata in modo creativo. Se non mi parte la creatività, non cucino.  

Le tue pentole: pesanti, pulite, vissute. 
Paola – Le usiamo da dieci anni. 

San Severo. Quali sono le cose migliori, secondo te?
Paola – La gente. Il cibo. L’olio. 

Qui siamo in un’area circoscritta dai tre comuni di San Severo, Torremaggiore, San Paolo di Civitate, dove viene coltivata una varietà di ulivo detta Peranzana. L’olio di oliva Peranzana è un olio di altissima qualità, apprezzato per il suo sapore delicato e ricco di sentori. Qui tutti, o quasi, usano solo quella varietà. In moltissimi si producono l’olio da sé. 
Noi produciamo olio aromatizzato e olio extravergine di oliva 100% Peranzana nella piccola azienda agricola che ho fondato partendo da un sogno di mio padre. 

Il gusto del tuo olio?
Paola – Pomodoro fresco, mandorla amara, a volte carciofo. 

Ancora San Severo. Qual’è la cosa peggiore della città? 
Paola – Si generalizza troppo. Di delinquenza ce n’è dovunque. Non si può “ghettizzare” un’intera città solo per gli episodi criminali, definirla “noir” e considerarla solo come tale. Anche perché la maggioranza lavora duro, si comporta onestamente, ma viene oscurata dalla parte delinquenziale.

Insomma, l’aspetto negativo è questa “generalizzazione del noir”: San Severo capitale del traffico di droga, dei furti d’auto, della violenza. La realtà non è solo questa, anzi. A San Severo c’è il mondo.

Ami San Severo?
Paola – È un rapporto tipo madre-figlia, cioè di amore-odio. A San Severo ho deciso di tornarci e restarci una volta finita l’università. 

Giovanni – La cosa migliore di San Severo è lo spirito creativo delle persone. Io amo la città, ma per me è più facile. Non sono nato a San Severo. 

Questo locale (lo Spazio OFF TeatroCucina) è evidentemente un posto molto speciale. Cosa lo rende tale?
Paola – Intanto l’originalità. Fin dal 2010 molte cose succedono solo qui, sia a livello culinario che a livello artistico. Poi il fatto di far sentire a casa i propri clienti. Il locale si chiamava Caffè tra le righe, adesso Spazio Off, ma per tutti è: “Andiamo da Paola e Giovanni!”

Giovanni – L’altra cosa speciale è che non esiste nessun’altra realtà, né associativa né di iniziativa privata, che in questi dieci anni sia riuscita ad organizzare in media duecento e passa eventi culturali all’anno, in una città di meno di cinquantamila abitanti.

Abbiamo fatto centinaia di presentazioni di libri, produzioni culturali, laboratori teatrali, spettacoli per adulti e bambini, laboratori di integrazione per persone diversamente abili, incubatori sociali.

Ci teniamo anche molto che chi viene ad esibirsi qui, presenti delle cose inedite. Siamo molto attenti agli artisti locali. Siamo uno dei pochi locali della provincia a puntare sui live. Inoltre da 13 anni organizziamo una rassegna jazz, più una rassegna di teatro indipendente. Abbiamo fatto anche standup comedy. Quest’anno anche una mini-rassegna di cantautorato. 

Matteo Marolla.
Paola – Matteo Marolla è soprattutto un amico. Io e Matteo abbiamo un trascorso strano. Ci conosciamo da anni, io sono stata forse la prima a farlo salire su un palco, perché organizzavo una Festa dell’Unità e lui fu selezionato per esibirsi come esordiente, insieme ad altri cantanti già affermati. E quindi lui per la prima volta cantò su un palco ufficiale. E poi “lasci e prendi” perché io sono andata via, poi sono tornata, ci siamo lasciati e ci siamo ripresi un sacco di volte. Gli ultimi due anni sono stati molto intensi. Ci eravamo “trovati” anche a un livello diciamo intimo, nel senso che ci raccontavamo i nostri pensieri più profondi.

Quindi a me manca sicuramente il cantautore – secondo me un cantautore che andava capito molto prima, perché lui scriveva dei testi meravigliosi, eccezionali, particolari, all’avanguardia, politicizzati – però a me manca soprattutto la persona. Mi manca l’amico. 

Giovanni – Per me è lo stesso, anche se io prediligo dare un’interpretazione del lavoro di Matteo. Dopo il Covid, abbiamo pensato con Matteo a un’iniziativa in cui lui cantasse solo la sua produzione. Questo un anno prima che lui scomparisse. Quindi in quell’occasione lui ha tirato fuori tutto ciò che ha fatto, mettendo in risalto delle cose davvero importanti, dal punto di vista generazionale. Insomma un lavoro di scoperta che riguardava la sua poetica, la sua creatività, che andava a toccare delle corde speciali. Una produzione in grado di coinvolgere l’ascoltatore emotivamente. Tempo libero, Un mondo perfetto, Il volo dell’asino, molte sono ancora inedite. Non ha fatto in tempo a registrarle.

E poi insieme abbiamo dato vita a un’altra esperienza unica: un raggruppamento per unire le forze creative locali, artisti di varia estrazione – attori, cantanti, scrittori, poeti. E noi di Spazio Off ci siamo adoperati per diventare il luogo d’incontro privilegiato di questa esperienza.  

Paola Marino
Attrice, autrice, regista, poetessa e scrittrice, ha pubblicato diverse opere di poesie – vincendo anche il primo premio al Concorso di Poesia Alda Merini – e due libri di racconti.

Laureata in Scienze Politiche all’Università di Bari, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Uomo e Ambiente all’Università degli Studi di Foggia. Gestisce l’azienda agricola-culturale Paola Marino, ed è presidente dell’Associazione Culturale Spazio OFF TeatroCucina. 

Giovanni Cera
Nato ad Ascoli Satriano, laureato all’Università di Bari. Attivo politicamente fin dall’età di 14 anni.  Impegnato per il mondo agricolo come dirigente della Confederazione Italiana Agricoltori, e oggi in CIALA-BAT (Cassa Integrazione Assistenza ai Lavoratori Agricoli, Ente Bilaterale Agricolo Territoriale), è esperto in materia di sviluppo, agricoltura e ambiente.

Si autodefinisce “Una persona normale che critica questo mondo per le ingiustizie che crea e si impegna per cambiarlo.”

Georg Wachberger
Nato a Vienna, è artista, attore e regista. Ha studiato recitazione presso l’Accademia di arti performative di Vienna e regia presso la Filmakademie Wien.

Ha diretto diversi lungometraggi, tra cui “Thou Shalt Not Die” (2012) e “The Dead and the Living” (2015). 

Oltre al suo lavoro nel cinema e in televisione, Georg ha esposto le sue opere pittoriche in diverse gallerie e musei. 

Georg è anche produttore multimediale e fondatore di FRO Media, società di produzione con sede a Vienna.

Georg lavora come Data Science Manager, AI Researcher e UX Designer presso Erste Group Bank, Vienna.


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